Pablo Rodríguez Lozada
*** Tito Rodriguez ***

 


ascolta "MAMA GUELA" (T.Rodriguez)


ascolta "EL QUE SE FUE' " (T.Rodriguez)


ascolta "AVISALE A MI CONTRARIO" (T. Rodriguez)

 

BIOGRAFIA a cura di RENATO GHELLI

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Chiunque può cantare, dicono Ismael Miranda e Junior González, in una loro canzone e di fatto tutti cantiamo sotto la doccia nel bagno, tra amici o seguendo il cantante su una cassetta. Questo appunto è diretto soprattutto a quei cantanti che si auto definiscono grandi, ma tutto ciò che riescono a fare è minacciare l'udito e il gusto musicale delle persone che ascoltano. E di questi ce n'è abbastanza ingiro per il mondo, nei bar, ristoranti e nightclubs, anche se per correttezza per bisogna dire che sul piano professionale de ne sono molti, idolatrati dai loro fans che li chiamano "IL MIO SOLE" o "IL MIO RE", con la differenza che mentre questi guadagnano miliardi, gli altri guadagnano a mala pena di che vivere.
I bravi cantanti non hanno bisogno di trucchi orchestrali o tecniche ed effetti in studio. Non devono nemmeno impostare la voce, fino al punto di non far capire a chi ascolta, quello che dicono. Si limitano ad interpretare le canzoni, a musicarle romantimente per le loro innamorate.
Tito Rodríguez come nessun altro, impersona il "crooner" per eccellenza, il cantante elegante, l'artista gentiluomo dentro e fuori dalla scena. Anche se interpretò tutti i generi, dal mambo fino al latín jazz, passando dalla guaracha e la charanga, il genere nella quale venne consacrato fu il bolero. Il fraseggio perfetto con il quale rimarca le sue interpretazioni, furono per lui come passaporto per entrare nella galleria degli immortali.

Pablo Rodríguez Lozada (1923-1973) meglio conosciuto come Tito Rodríguez  nacque a Santurce, Puerto Rico, il 04 di gennaio 1923 da padre cubano e madre dominicana, motivo per cui il ritmo del caribe scorreva nelle sue vene. Compiuti 13 anni aveva già molti contratti per cantare alla radio e a 16 anni suo fratello maggiore JOHNNY RODRIGUEZ lo volle come cantante nella suaorchestra . Pochi mesi più tardi emigró a New York, in un'epoca in cui le orchestre cubane dominavano la scena musicale della Grande Mela.
Grazie al grande fiuto per gli affari dei suo fratello Johnny, diventato famoso poi con il suo trio, Tito riuscì a entrare nel Quartetto Caney, suonando le maracas, e più avanti a partecipare ai cori delle orchestre di Josè Curbelo, Xavier Cugat (1942 come sostituto del suo cantante cubano 
Miguelito Babalú Valdez) e Noro Morales.
Il contatto con questi giganti della musica lo spinsero e questo mundo affascinante, lo indussero a creareil suo primo gruppo nel 1947 che chiamò i MAMBO DEVILS e con loro realizzò la sua prima registrazione discografica, per lo più mambo e latin jazz.
Subito dopo, la sua storia musicale si arricchisce della famosa tappa del Palladium (anche conosciuta come Casa de Mambo) di New York, nel periodo in cui il locale, abbandonato dalle orchestre americane aprì le porte ai gruppi, alle orchestre e agli artisti latini grazie alla direzione artistica di Federico Pagani, provocando così un vero e proprio terremoto musicale del quale ancora oggi se ne parla, proprio nel periodo, gli anni '40/'50, in cui la musica latina nn era popolare e certi locali la snobbavano. Tutto questo successo è paragonabile solo al periodo della Orchestra FANIA ALL STARS, 30 anni dopo, al disco-cabaret CHEETAH.
Tito Rodriguez e i Mambo Devils nel loro periodo più florido e nello scenario più adatto, il Palladium, portarono al successo tante grandissime composizioni di Rodriguez come BESAME LA BEMBITA, EL MAMBO DE TONY e la superfamosa MAMA GUELA ( il cui primo titolo fu MAMBO MONA).

La rivalità con il suo coetaneo, gran timbalero e direttore d'orchestra TITO PUENTE diventò motivo di attrazione per il locale, paragonabile al successo ottenuti da MACHITO e gli AFROCUBANS, MARIO BAUZA e dai CONJUNTO RITMO diretti dallo stesso PAGANI.
Agli inizi degli anni '60, è di sicuro Tito Rodriguez con la sua orchestra il leader del fenomeno ritmico generato in mezzo mondo dalla PACHANGA e dalla CHARANGA, anche se le idee erano un po' confuse, infatti si pensava che fossero tutti e due balli fino all'avvento di JOSE' QUIJANO che in una canzone spiegò le differenze tra i due termini "UNA CHARANGA ES UNA ORQUESTA QUE ESTA' DE MODA, Y UNA PACHANGA ES EL BAILE QUE SE BAILA AHORA", la Charanga è l'ochestra e la Pachanga è il ballo di moda.
"Con José Quijano, bailen la pachanga y no la confundan con una charanga… charanga! "

Col passare degli anni la moda ebbe una evoluzione e ovviamente un cambiamento, passò il fervore per le grandi orchestre e dal 1963 la tendenza fu quella di avere i piccoli gruppi, sestetti o combo, e in quel periodo va citata la nascita de CORTIJO Y SU COMBO.

L'ultimo show della grande orchestra fu a Lima in Perù per celebrare il 25 anniversario dopo di che, a quel punto, Rodriguez scioglie la sua grande orchestra e forma un nuovo gruppo composto ache da violini con il quale inciderà il suo più grande successo il bolero INOLVIDABLE composta dal cubano JULIO GUTIERREZ. Il successo ottenuto da Tito Rodriguez cantando boleros fu totale, e indice della rotta che da quel momento Rodriguez avrebbe tenuto, interprete di temi romantici.

Torna a Porto Rico dove conduce un programma televisivo chiamato EL SHOW DE TITO RODRIGUEZ e fonda la casa discografica T.R. RECORDS. All'inizio degli anni ' 70 riunisce  molti grandi artisti della sua leggendaria orchestra per registrare PALLADIUM MEMORIES, dove compare anche MAX HYMAN il suo impresario dell'epoca.
En la soledad, Mientras tu no llegas, Lo mismo que a usted, Llanto de luna, Tiemblas, Don Fulano, Si te contaran, Ya son las doce, Llévatela (di Manzanero) sono solo alcuni dei titoli di successo di una lista interminabile di grandissimi boleros che incise fino al periodo di Natale del 1972, quando per un malore dovuto alla troppa fatica, decise su consiglio medico di ricoverarsi in una clinica fino alla fine del gennaio 1973, in Florida.

Ma la gravità del suo male gli era sconosciuta infatti nell'incisione fatta tra i suoi amici più cari, uno dei quali VITIN AVILES, lui scherza su un suo immediato ritorno sulle scene, ma la leucemia lo uccise un mese più tardi il 28 febbraio 1973 nella città di New York.

La moglie di origine asiatica, che lo adorava convertì immediatamente la sua casa in un museo dove è possibile vedere le sue partiture, i premi, i dischi e gli oggetti che gli appartennero.