![]() |
|
| PUBBLICAZIONE ARTICOLO a cura di RENATO GHELLI tratto da NOTA DELL'EDITRICE |
| A
Cuba oggi tutti ballano il son,
una musica calda e passionale - una miscela di musica africana e
spagnola, bantù e andalusa soprattutto - che ha conquistato L’Avana
ai primi del Novecento grazie al Sexteto Habanero e al Septeto Nacional
e che è diventata la musica cubana per eccellenza. Il SON
è l’esponente sonoro più sincretico dell’identità
nazionale cubana. Come dire che la musica realizza l’unità nazionale,
quasi come la lingua. La musica cubana rappresenta meglio di altre espressioni artistiche l’elaborazione spirituale di un popolo. Ha saputo sintetizzare le più disparate influenze africane, spagnole ed europee in un qualcosa di nuovo in continua evoluzione. Al giorno d’oggi infatti c’è chi dice che la salsa è musica cubana d’altri tempi attualizzata, ponendo l’accento sulla radice comune che è sempre quella del SON. E poi ballo e musica vanno di pari passo a Cuba e qui si può dire che non esiste l’equivalente della nostra musica d’ascolto. La musica è fatta per essere danzata, interpretata, per creare movimento de cintura, musica e ballo sono un’accoppiata inscindibile della cultura cubana. Lo dice anche Alejo Carpentier che la febbre del ballo ha contagiato Cuba sin dal 1800 e che si ballava di tutto, dalla ispanica danza HABANERA alla CONTRADANZA francesizzante. Il DANZON è stato il primo ballo nazionale, per così dire creolo, capace di introdurre figurazioni nuove e un primo accenno di sensualità. Nella rumba invece troviamo la danza nera per eccellenza con figure che riprendono le vecchie danze sessuali primitive. Il SON è stato capace di mescolare il calore del DANZON all’erotismo della RUMBA ed esprime la vera sensualità cubana. Copertina e foto di
Stefano Pacini - tratte dal CD fotografico "Cuba que linda es
Cuba" che trovate presso le Edizioni Il Foglio al prezzo di Euro
7,50. |